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Papageno: in nome dei padri. Informazione e riduzione della violenza.
Da: Mattino della domenica, 29.4.12 pag 15, Rubrica "Papageno: in nome dei padri"

La riduzione della violenza ai soli abusi e maltrattamenti sulla donna e sulla madre, è senz’altro un’opera­zione di semplificazione non priva di conseguenze e ripercussioni sociali e culturali. Voler considerare la vio­lenza esclusivamente nelle sue decli­nazioni “al maschile”, sotto forma di reati di maltrattamento e di abusi che l’uomo commette contro la donna, la madre e i minori, è un’operazione di riduzione e sottovalutazione in rap­porto alla reale ampiezza e gravità del tema “violenza”. La violenza di Stato, del sistema giustizia, quella domestica o dei mass-media, quella psicologica oltre che fisica, rappre­sentano un fenomeno assai più etero­geneo e complesso di quello che, generalmente, mezzi d’informa­zione, politica e alcune frange fem­ministe, vorrebbero farci credere. La violenza ha invero mille declina­zioni, mille sfaccettature, non ha co­lore, età, passaporto o sesso. Che senso può avere rivelarne e dare ri­salto solamente a qualche sua mani­festazione e omettere invece le altre? Preferiamo fingere che le altre sue manifestazioni non esistano?

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Papageno: in nome dei padri. Verso l’omogeneizzazione: famiglia alla deriva.

Da: Mattino della domenica, 15.4.12, pag 12 rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Un quotidiano ticinese pubblica il 4 aprile a firma di Sandor Marazza la seguente lettera : “Un assurdo di­vieto sulle adozioni”. Il signor San­dor si riferisce al dibattito sul diritto di adozione delle coppie omoses­suali. Affermare “… un bambino è fi­glio di un padre e una madre per crescere bene ha bisogno di un padre e una madre” è secondo il Marazza un assurdo. Senza mezzi termini con­clude: “Quello di cui ha bisogno un bambino per crescere bene e in sicu­rezza è l’amore di una famiglia etero o omogenitoriale che sia – e in un contesto giuridico che ne tuteli tutti i diritti”. Chissà cosa pensereb­bero Freud e Jung di tanta tutela del “bene dei figli”? Le “unioni domesti­che registrate” (ossia matrimoni tra omosessuali) con figli sono nume­rose nel nostro paese, afferma il Ma­razza.

A questo punto sorgono spontanee infinite domande. Cosa si intende per famiglia oggi? Come mai il nostro parlamento si occupa che tanta ur­genza
dei figli delle lesbiche con figli? Come mai si giustifica questa iniziativa politica affermando che questi figli sono discriminati rispetto a quelli delle coppie eterosessuali?

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Papageno: in nome dei padri. Quattro letture...per un infelice 1° aprile

Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", 1.4.12 pag 26

4 proposte colte

Quattro letture...per un infelice 1° aprile


In occasione delle varie feste del papà, della mamma, della donna, degli innamorati e per la festa del pesce d’aprile i gior­nalisti culturali consigliano let­ture per trascorrere in buona compagnia quel poco tempo li­bero che ci rimane. Oggi Papa­geno fa ai padri e ai maschi, fedeli lettori del Mattino, quat­tro
proposte colte.

Il primo autore è Seneca, coetaneo di Gesù Cristo: Contro il matrimonio, ovvero perché all’uomo saggio non convenga prender moglie. E’ sor­prendente come, malgrado i duemila anni trascorsi, niente sia mutato in fatto di “convenienza”.

Il secondo autore che proponiamo è Paul Watzlawick. Due librettini editi da Feltrinelli sono delle perle per gli apprendisti in amore. Di bene in peg­gio e Istruzioni per rendersi infelici. Entrambi i testi sono deliziosi: i per­sonaggi
siamo noi. Leggendo ride­remo di noi stessi, specialmente se si ha alle spalle una separazione o un divorzio. Alla fine della lettura sa­premo una cosa non del tutto irrile­vante per gli aspiranti all’infelicità. “L’uomo è infelice perché non sa di esser felice. Soltanto per questo. Questo è tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante…” Parola di Do­stoevskij.

Il quarto libro che vi proponiamo è una novità libraria segnalata recente­mente da un quotidiano ticinese in occasione di San Valentino: 101 modi per far soffrire le donne (New­ton Compton Editori).

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Franziska Moser (48) aus Zuchwil SO «Ich wusste nicht, was mich erwartet»

Da: www.blick.ch 29.2.12 (link all'associazione Donna2:  www.donna2.ch)

Franziska Moser (48) aus Zuchwil SO «Ich wusste nicht, was mich erwartet»
Franziska ist seit bald zwei Jahren mit Vitor zusammen. Hautnah erlebt sie mit, was er seit seiner Scheidung mitmachen muss.
  • Von Nadine Chaignat

Franziska mit ihrem  Partner Vitor: Seine Ex hat immer noch Macht über ihn.

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Beppe Fiorello: "Sarò sempre tuo padre" (Miniserie tv RAI)

Beppe Fiorello: "Sarò sempre tuo padre"

Per visionare le parti più significative del film che riassumono molto bene le problematiche vissute dai padri in caso di separazione/divorzio CLICCA QUI

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Cooperazione: Non vogliamo una società senza padri

Da: www.cooperazione.ch del 13.3.12 pag 13

Adriano Heitmann: non vogliamo una società senza padri

In occasione del 19 marzo, festa del papà, abbiamo incontrato il co-fondatore del movimento «Papageno».

.

. .

N.B.: La modifica dell'articolo del Codice penale svizzero che non si vuole accettare è relativa all'art. 220 CPS (sottrazione di minore nel qual caso il genitore affidatario impedisca intenzionalmente il diritto di visita al genitore non affidatario) e non al 292 (Disobbidienza ad ordine di autorità) come erroneamente menzionato a pagina 15.

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Il papà ha pari diritti della madre. A Varese una sentenza pilota

Da:   http://www.laprovinciadivarese.it   del 14 marzo 2012

Varese - Il tribunale (Foto by Foto Roberto Genuardi)

VARESE Mamma e papà pari sono. Anche quando si tratta di bambini piccoli. Perché non è scritto da nessuna parte che una madre sia sempre e comunque un genitore migliore rispetto a un padre; e che quest'ultimo non sia in grado di dare il biberon, di cambiare il pannolino e di assolvere presto e bene le mille incombenze che un bimbo di pochi mese richiede.

Il giudice di Varese Giuseppe Buffone ha emesso un decreto esecutivo che rappresenta un punto fermo nel dibattito sulle pari opportunità e sulle discriminazioni fra uomini e donne. Una sentenza che mette un poco d'ordine in un ambito assai delicato, come quello familiare, dove ancora troppo spesso i padri vengono trattati come genitori di serie B.

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Quelle sentenze che disorientano

Da: CdT 21.3.12 pag 41

Leggo con costernazione la lettera di Silvia Fumagalli-Bernasconi sul CdT del 17 marzo: «Pedofilia e sentenze difficili da capire»; conciso, obiettivo e nel con­tempo carico di disgusto e disperazione nel denunciare le inique conclusioni del­la magistratura, un grido di autentico do­lore e di impotenza che certamente gli impettiti giudici ignoreranno.
Tanto per cominciare ne modificherei il titolo con un altro, decisamente più con­sono e attuale: «Pedofilia e sentenze: l'apoteosi legalizzata del Male».
Quanto, di questi tempi, si permettono troppi giudici, magistrati, psicologi - sì, proprio loro - ha dell'incredibile: moti­vazioni di giudizio perversi, degenerati, improntati al più sfacciato e delirante buonismo.

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Ora sono da tutelare i diritti degli uomini

Da: www.caffe.ch 18.3.12

Tanti doveri, ma anche diritti per i padri che vorrebbero avere più possibilità di vivere accanto ai loro figli. Soprattutto in un'era di stress da lavoro, di conflitti familiari, separazioni, affidamenti dei figli. A quarant'anni dal diritto di voto alle donne, la condizione femminile ha fatto così tanti passi avanti che, nel Canton Zurigo, si è resa necessaria la nomina di un "mister-maschio". Ovvero di qualcuno che si occupi della tutela dei diritti degli uomini. Incarico attribuito al 39enne Markus Theunert, laurea in psicologia e sociologia, da anni paladino delle rivendicazioni al maschile. In particolare dei giovani e dei padri che lavorano. Dal 2005, tra l'altro, è presidente di Männer.ch, sorta di lobby maschile della Svizzera tedesca.
 
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Alcune riflessioni sulla festa del papà

Da: CdT 17.3.12 pag 40 Lettere dei lettori

Anche io ho un padre ma non lo vedo: questa è la risposta data da un sedicenne a un suo coetaneo che pure lui vive la si­tuazione di genitori separati ma che vede suo padre regolarmente e quando lo de­sidera. Il dialogo tra i due ragazzi è termi­nato lì perché la risposta secca, amara ha frenato altre possibili domande. Il motivo si intuisce facilmente, cosa pensa, cosa prova un figlio privato del diritto di vede­re suo padre? Ha forse voluto o dovuto cancellare tutto il passato? Se fosse così perché? Esiste una vera ragione? La situa­zione in cui si poteva chiarire c'è veramen­te stata? Colloqui brevi, assistiti da estra­nei a cosa poteva portare? Delusioni per il padre e confusione per il figlio. Chiaro è che viene calpestato il diritto dei figli, pic­coli o grandi che siano non sono ascolta­ti, non sono considerati, eppure sono lo­ro maggiormente coinvolti e disperati nel­le situazioni di divorzio. Spesso non solo il padre soffre e lotta inutilmente ma tut­ta la parentela, i nonni specialmente che con i nipoti hanno un legame molto for­te. Si spezzano cosi tutti i legami famiglia­ri. Situazioni assurde, inverosimili, tanto che chi non è coinvolto non riesce a cre­dere.

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L'AUTORITÀ PARENTALE QUANDO NON SI È SPOSATI

Da: CdT, 20.3.12 pag 43

L'ESPERTO RISPONDE FRANCESCA CASSINA-BARZAGHINI*

Convivo da qual­che anno e fra po­co la mia compa­gna avrà un bambi­no. Mi sto chieden­do come sarà per le decisioni che ri­guardano nostro fi­glio. Mia mamma sostiene che non essendo noi sposa­ti sarà solo la mia compagna a decidere per il bambino. È vero? (T. di Chiasso)

La questione sollevata dal lettore concerne l'autorità parentale, la quale comprende la facoltà e il dovere di prendere le decisioni necessarie alle cure, l'educazione - gene­rale, scolastica e religiosa - del proprio fi­glio, sempre in considerazione del suo be­ne, così come il diritto di rappresentarlo verso i terzi. Di principio secondo la leg­ge attualmente in vigore se i genitori non sono uniti in matrimonio l'autorità pa­rentale spetta solo alla madre.

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Papageno: in nome dei padri. Per esserci un padre, deve esserci un figlio

Da: Mattino, 18.3.12 pag 28 rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Pensieri sparsi d'attualità pensando alla festa del papà

Per esserci un padre, deve esserci un figlio


“ E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, fin­ché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.” (Matteo 1, 24-25). Già a quei tempi la famiglia non era un nido di dolcezze. Già Seneca, il filosofo coe­taneo di Gesù, metteva in guardia i giovani maschi dal matrimonio.

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Quando un padre impazzito ammazza.... Quando una madre impazzita ammazza...

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

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Mamma e papà separati. La casa alla figlia di 4 anni. I genitori si alterneranno ogni settimana

Da: www.corriere.it 8.3.12

La sentenza - I genitori si alterneranno ogni settimana
Mamma e papà separati. La casa alla figlia di 4 anni
 
La coppia non era sposata, ha quindi deciso il Tribunale di Trieste per i minori, pensando alla tutela della piccola che potrà rimanere nell'abitazione
 
 
 
 
 

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La legge tributaria per i padri divorziati va cambiata!

Da: Mattino della domenica, 11.3.12 pag 42, Spazio aperto

La legge tributaria per i padri divorziati va cambiata!

G. B.

Mi chiamo B.G., ho 56 anni e sono divorziato da cinque anni. Ho inteso scrivervi questa lettera perché voglio far sapere a voi ed a tutti i papà in ge­nerale che la legge tributaria per i padri divorziati a mio avviso (e se­condo la mia esperienza personale) non funziona. Per quale motivo? Semplicemente perché, pur dando re­golarmente ogni mese una somma di danaro a mia figlia, lo Stato mi tassa
su un reddito imponibile che io non ho più.

 

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"Papageno: in nome dei padri". La famiglia è ancora “la colonna vertebrale”della società?

Da: Mattino della domenica, 4.3.12 pag 28, rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Una lista di moventi per i quali i nostri politici, dinanzi all’attuale diritto della separazione e del divorzio, dovrebbero finire di indugiare per intervenire in­vece correttivamente. Se non lo fa­ranno prontamente, potrebbero doverne rispondere e trovarsi in grave difficoltà.

1.
Separazione e divorzio, in quanto fe­nomeno esteso per la società, costitui­scono un fatto sociale che non può più essere sottovalutato. Infatti, interes­sano un numero sempre più ingente di persone, adulti e minorenni. Almeno la metà delle coppie si separa dopo qual­che anno e buona parte di esse hanno figli minori.

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Il Tribunale di famiglia rimandato al 2018...si va avanti con le commissioni tutorie...

Leggi il Messaggio del CdStato nr 6611

Messaggio CdS + Rapporto Dr Kurt Affolter

Da: La Regione, 8.2.12 pag 3

Tutele e curatele: reclami ai giudici d’Appello. Le commissioni per ora rimangono

È pronto il messaggio governativo riguardo la nuova organizzazione e la nuova procedura in materia di tutele e di curatele, che fa seguito alla decisione delle Camere federali del 19 dicembre 2008 relativa alla modifica del Codice civile svizzero (protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione) e che entrerà in vigore il 1° gennaio 2013. Il nuovo diritto – ricorda il governo in una nota – prevede che l’autorità di protezione sia interdisciplinare, composta da un collegio decisionale di un minimo di tre membri fra cui un giurista responsabile della corretta applicazione del diritto. L’organizzazione compete ai Cantoni.

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Le partner dei separati fondano l'associazione Donna2; "Noi mogli di serie B vogliamo essere difese"

Da: www.caffe.ch 04.03.12

Le partner dei separati fondano l'associazione Donna2   (www.donna2.ch)
 
"Noi mogli di serie B vogliamo essere difese"
 
PATRIZIA GUENZI

Nato un po' in sordina e partito dal Ticino, il fenomeno delle mogli di serie B ha travalicato i confini cantonali. Ed è diventato a tutti gli effetti un vero e proprio caso nazionale, ripreso anche dal Blick. Forti di tanto clamore, le partner di uomini divorziati si sono alleate e proprio questa settimana hanno costituito un'associazione. "Donna 2 si chiamerà - spiega la promotrice dell'iniziativa Katherin Säuberli, 42 anni, di Stabio, che a dicembre sul Caffè aveva raccontato la sua dolorosa vicenda di donna innamorata di un uomo con una famiglia e dei figli alle spalle -. Adesso basta, ci alleiamo e vogliamo essere difese. Condividiamo un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, ripicche, prepotenze e vendette da parte dell'ex moglie. Chi ci difende? Rivendichiamo il nostro ruolo nella società.
Insomma, stanche e deluse, il club delle "seconde mogli" si allea e si conta.
 
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